Il Capocollo di Martina Franca è, semplicemente, il prodotto locale più conosciuto ed apprezzato, nato da antiche tradizioni contadine che lo hanno conservato fino ai nostri giorni, grazie alla lenta marinatura e al profumo dell’affumicatura con la corteccia di Fragno, quercia tipica della Valle d’Itria.
Dai suini selezionati 100% Italia scegliamo la coppa, la parte migliore della schiena che va dal capo alla quinta vertebra. Di qui nasce il nostro Capocollo di Martina Franca.
Le carni dei più pregiati suini italiani vengono salate manualmente a secco con sale marino e pepe nero, e poi lasciate riposare per 15 giorni. La parte utilizzata è quella del collo.
I capocolli vengono lavati con vino cotto di vitigno Verdeca e rimangono in questa profumata marinatura per alcune ore, in quello che da sempre è stato utilizzato per aromatizzare le carni.
Il budello scelto è quello naturale, il più delicato ma allo stesso tempo il migliore per proteggere il nostro capocollo e consentire una giusta stagionatura, questa fase viene fatta solo a mano da secoli.
Il profumo unico del Capocollo di Martina Franca lo si deve al Fragno, la quercia più diffusa nella zona, che brucia per due giorni e abbraccia il prodotto con una lieve affumicatura.
Dopo una lavorazione attenta e premurosa, i capocolli riposano per almeno 150 giorni nelle nostre cantine ad aerazione naturale dove l’ultimo speciale tocco è in mano ai venti che soffiano dall’Adriatico e dallo Ionio.
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Qual è la differenza tra coppa e capocollo?
Il territorio di lavorarazione: il taglio anatomico del suino è lo stesso. Al nord viene definito Coppa e al sud diventa Capocollo.
L’unione volontaria di imprenditori agricoli e trasformatori dei suini della zona, che si propone di promuovere e tutelare l’allevamento di suini locali, di razze storicamente presenti sul territorio, con sistemi di crescita e nutrimento di tipo semibrado.
Nata nel 2007 per tutelare e presidiare il salume più conosciuto e caratteristico della Puglia, è l'unione di piccoli produttori artigianali del territorio racchiuso fra Martina Franca, Locorotondo e Cisternino, che si impegnano a rispettare lo stesso disciplinare di produzione.
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